Molto diffuso, nell'antichità come ai giorni nostri, è l'infuso di karkadè, dalla caratteristica colorazione amaranto. I componenti della pianta oltre a rendere l'infuso una bevanda gradevole, ne fanno un coadiuvante prezioso per stimolare e accrescere le difese dell'organismo oppure per stimolare la funzione digestiva, intestinale e renale, oltre che come disinfettante interno utilissimo nella stagione estiva.
In Egitto vi verrà offerto sia molto caldo, con funzioni dissetanti, che freddo, come aperitivo.
La cucina egiziana ha molte caratteristiche tipiche della cucina mediterranea e di quella mediorientale, per questo motivo si possono trovare piatti per tutti i gusti. Famosi sono gli aperitivi, come anche Falafel di fagioli, la pasta di mandorle e il Fattush (una specie di insalata antipasto con pane arabo).
Il nutrimento principale nell'antico Egitto era il pane, fabbricato in forme e in tipi numerosi e diversi, a cui si associavano verdure come la cipolla.
Le carni provenivano o dalla caccia (in tal caso principalmente volatili) e pesca o dall'allevamento (bovini e uccelli da cortile).
I campi disposti lungo le rive del Nilo producevano diversi tipi di verdure, quali legumi ed una grande quantità di frutta.
Essendo sconosciuto lo zucchero, per dolcificare si utilizzava il miele o, talvolta, il succo dei datteri. E questa usanza si ritrova tutt'oggi in molti dolci tipici della cucina egiziana.
L'olio, utilizzato per l'alimentazione, come unguento e per l'illuminazione veniva ricavato dai semi di varie piante, tra cui, principalmente, sesamo e ricino. Il più pregiato era ricavato dai gigli.