Durante la tua vacanza in Egitto ti troverai spesso in mercatini e bazar dai 1000 colori e dai 1000 oggetti. Tra questi ultimi non mancheranno amuleti e pendenti dalle forme più strane. Non acquistarli a caso: leggi di seguito e scegli la forma che fa per te!
La croce ansata, Ankh.
Deriva dal simbolo geroglifico che indica la Vita, la "vita oltre la morte" e veniva donata ai defunti perché ne proteggesse l'anima durante il viaggio verso l’ oltretomba.
Conosciuta anche come "Chiave del Nilo" si dice potesse regolarne le piene, e di conseguenza la fertilità del terreno circostante il Sacro Fiume: per questo è collegata anche ai temi della fertilità e della fecondità.
Lo scarabeo.
Il più importante tra gli amuleti dell’antico Egitto.
La leggenda narra che all'epoca esistessero solo scarafaggi maschi, che dopo aver prodotto il loro seme, lo avvolgevano su se stesso, fino a formare una pallina, per poi sotterrarla. La nuova prole prendeva vita da questo ciclo.
Lo scarabeo viene identificato anche come il simbolo della vita eterna, il dio che dono che dona la vita, cioè il Sole. Nel compiere il tragitto per depositare il proprio seme, compie esattamente lo stesso percorso del Sole : "muore" a Ovest, per poi ricomparire il giorno seguente ad Est. Per questo motivo lo scarabeo è considerato l’amuleto che "trasforma". L'anima del defunto non moriva con lui, ma "cambiava", diveniva Spirito in grado di rinnovarsi ogni giorno, proprio come il Sole.
Nefertiti.
Regina della XVIII dinastia.
Famosa soprattutto per l’impareggiabile bellezza, fu anche una donna molto coraggiosa: fu la prima moglie di Re a riuscire ad avere un ruolo comprimario al marito nella conduzione del regno.
Iside.
Dea suprema ed universale è considerata generatrice della Natura e madre di tutte le cose e del dio Sole.
Considerata protettrice della fecondità, delle donne incinte e dei neonati. Ancora oggi gli amuleti che la raffigurano vengono indossati per prevenire a debellare malattie e stati di squilibrio.
L’occhio di Horus.
Il suo occhio simboleggia la spietata acutezza dello sguardo giustiziere cui nulla sfugge.
Secondo la mitologia l'occhio di Horus è l'occhio che "tutto vede" . Veniva impresso all'ingresso delle case, sui sarcofagi e sulle tombe, per contrastare il maligno o per proteggere il viaggio del defunto verso l'aldilà.