L'Egitto è una Repubblica presidenziale. In base alla Costituzione (11 settembre 1971) è uno stato socialista arabo la cui religione ufficiale è l'Islam.
Dal 1961 al 1977 l'Unione araba socialista (UAS) fu l'unico partito politico legale del paese. All'inizio degli anni Novanta i principali gruppi politici erano il Partito nazionale democratico, filo-governativo, il gruppo islamico fondamentalista dei Fratelli musulmani (ufficialmente illegale) e il Partito socialista del lavoro.
L'Egitto è suddiviso in 26 governatorati, ognuno dei quali è guidato da un governatore nominato dal presidente. I governatori sono assistiti da consigli formati da membri eletti dai cittadini.
Capo dello stato è il presidente della Repubblica, scelto dall'Assemblea del Popolo ed eletto con referendum popolare. Il presidente rimane in carica sei anni e ha il potere di formulare le politiche statali di carattere generale e sovraintendere alla loro esecuzione.
Il potere legislativo è conferito all'Assemblea unicamerale del Popolo, formata da 444 membri in carica per cinque anni, metà dei quali sono eletti dai lavoratori e dai contadini. In aggiunta il presidente nomina 10 membri della comunità copta.
Il potere giudiziario è conferito a un sistema indipendente, che si basa su elementi della legge islamica della shariah, insieme a leggi di derivazione inglese e francese. I tribunali sono suddivisi in quattro categorie: la Corte suprema costituzionale, il Corpo giudiziario supremo, la Corte di cassazione e sette tribunali d'appello, situati nei governatorati più importanti.